Variante alle Norme Tecniche di Attuazione del Regolamento Urbanistico
Ennesimo capitolo di accentramento verticistico ed aggravio dei procedimenti.
Nell’intervento a mezzo stampa del 20 novembre scorso il Sindaco Stefano Benedetti ha plaudito al contenuto della variante alle Norme Tecniche di Attuazione del locale Regolamento Urbanistico, definitivamente approvata nel Consiglio comunale del 16 novembre u.s., evidenziando in particolare come locali o pertinenze minori (ad esempio pianerottoli, ballatoi aperti, tettoie a coperture di terrazze) saranno esclusi dal calcolo della superficie lorda di pavimento o come per realizzare un annesso agricolo non servirà la preventiva stipula di una convenzione ma di un semplice atto unilaterale d’obbligo (nella sostanza non cambia alcunché …).
Ebbene, come capogruppo dell’opposizione che non ha votato detta variante, mi sento in dovere di denunciare che ancora una volta il Comune di Cecina ha perduto un’occasione per riallineare un proprio strumento, tanto importante, alle effettive esigenze dei cittadini, ha continuato a dare prova di una concezione inutilmente accentrata e verticistica del “fare amministrazione” –concezione purtroppo comune ai vari provvedimenti della nostra Amministrazione- ha contribuito, se possibile, ad ingessare ancor di più la libera iniziativa dei cittadini.
Il nostro pensiero, diversamente da quello della maggioranza, va nel senso di una effettiva sburocratizzazione, da ottenere incidendo su due fattori di fondo: la riduzione del caotico complesso normativo di riferimento; la semplificazione dei procedimenti amministrativi, magari, una volta fornite agli operatori delle linee guida certe, incrementando sempre più i controlli “successivi” a fronte di quelli “preventivi”, sì da consentire una effettiva operatività e decongestionare l’attività degli Uffici .
Ebbene, di fronte al nostro pensiero ed alla tendenza alla delegiferazione, ormai diffusa a livello centrale, che mira ad offrire ai cittadini regolamenti snelli e chiari cui attenersi, il nostro Comune ha risposto, da una parte, quasi raddoppiando –senza necessità- il contenuto del regolamento urbanistico, dall’altra parte richiedendo il “passaggio dagli uffici comunali” anche di pratiche edilizie per le quali tale passaggio non è necessario ed inserendo –o non eliminando- disposizioni dal contenuto anti liberale e finanche incostituzionali.
Alcuni esempi, tra i molti proponibili.
In tema di edilizia minore, è stato introdotta la necessità di dotarsi di un “preventivo atto di assenso”, quindi del passaggio attraverso il preventivo vaglio comunale, per molti interventi sinora realizzabili con una semplice denunzia di inizio dell’attività (d.i.a.), oltretutto senza specificare sulla base di quali criteri e parametri detti atti di assenso saranno rilasciati e quando la Legge Regionale n. 1/2005 prevede tale possibilità esclusivamente per gli interventi su edifici di “rilevanza ambientale, storica e culturale”!
Frutto di arbitraria e verticistica deliberazione sono anche le strettissime regole imposte dal Comune per l’estetica degli edifici, sia in area urbana, che rurale, ove, in particolare, tra gli altri divieti, non è consentita la finitura degli esterni degli edifici con pietra a vista.
Inammissibile anche il divieto alla realizzazione di impianti fotovoltaici nelle aree rurali, ulteriore riprova della propensione dei nostri Amministratori a porre freni e divieti ai cittadini, piuttosto che di ricercare, nel contemperamento di tutti gli interessi in gioco, soluzioni produttive ed utili per tutti. Ennesimo inutile ed arbitrario vincolo quello che impone in zona agricola il divieto di frazionamento di terreni determinando fondi di dimensioni inferiori a 30.000 o 6.000 mq (a seconda delle sottozone); tale vincolo, che si concreta in un divieto di alienazione della proprietà, si pone in evidente ed aperto contrasto con la tutela e la disponibilità della proprietà privata garantite dagli articoli 42 della Costituzione ed 832 del Codice Civile. Per preservare la campagna e lo svolgimento dell’attività agricola è necessario intervenire con incentivi ed agevolazioni, non con divieti finalizzate al solo immobilismo!
Un ultimo cenno al “Piano Casa” adottato con legge dalla Regione Toscana, che, in presenza di determinati requisiti, consente ampliamenti limitati delle abitazioni; ebbene la Giunta Benedetti –che oltretutto lamenta la diminuzione di introiti derivanti dagli oneri di urbanizzazione- non ha ancora fatto alcunché per applicare tale normativa sul nostro territorio e, considerando che le domande legate alla stessa potranno essere presentate entro il termine finale del 31 dicembre 2010, si corre davvero il rischio concreto che a Cecina nessun cittadino potrà usufruire della stessa normativa! Del resto, in Consiglio comunale il Sindaco ha replicato circa la necessità di valutare attentamente gli effetti che potrebbero scaturire dall’applicazione di tale normativa onde evitare “scempi edilizi”. Posto che in fatto di scempi il nostro Comune può considerarsi maestro, come dimostra la realizzazione dei più diversi interventi, a cominciare dal Metropolis, non credo che la chiusura dei balconi possa risultare più gradevole di una ristrutturazione fatta ad arte. Considerato, poi, che gli oneri risultanti dal Piano Casa incrementerebbero le languenti entrate del Comune, la risoluzione del Sindaco appare del tutto incomprensibile.
Ebbene, l’operato sopra descritto, del tutto difforme dal nostro pensiero, denota una grande disistima dei nostri amministratori nei confronti di cittadini e tecnici (sarebbe utile un sondaggio tra questi ultimi circa il grado di apprezzamento del Regolamento Urbanistico), considerati tanto incapaci da necessitare in ogni caso di imposizioni strettissime provenienti dall’alto o dagli uffici o, in alternativa, una pervicace, quanto illiberale, volontà accentratrice assolutamente contraria ad ogni buon proposito di sburocratizzazione e semplificazione dei procedimenti amministrativi.
In ultima analisi, quanto sopra conferma ciò che noi dell’opposizione abbiamo sostenuto con forza fin dal nostro insediamento, ovvero l’incapacità di chi ci amministra, che costringe Cecina ad un imperdonabile immobilismo.
Paolo Barabino – Capogruppo PdL
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Commenti
Un’analisi acuta, pragmatica ed essenziale di tutto quanto è fatto arbitrariamente, con il più arrogante e presuntuoso diniego dell’interesse cittadino e nel completo disinteresse delle effettive esigenze popolari.
Un ulteriore dimostrazione , se mai ce ne fosse stato bisogno, del voler ancora, imperterriti, accentrare tutto sulla macchinosa e “selettrice” macchina burocratica-amministrativa di questa Giunta che, ancora vuole dimostrare di non avere, per niente , a cuore gli interessi della cittadinanza di Cecina e di perseguire solo gli interessi finalizzati all’autorefenzialità del proprio potere decisionale.
Ci tocca purtroppo registrare ancora una volta, l’ambiguità di questa decisione (sic !| ) ed avanzare a salvaguardia e difesa dei diritti di tutti, più che una denuncia, del resto condotta magistralmente dall’Esimio Capogruppo dell’Opposizione, Avvocato Paolo Barabino, un’amara constatazione della realtà dei fatti !
Ancora una volta, questa classe dirigente ha perso una preziosa opportunità per riabilitarsi agli occhi dell’opinione pubblica, ancora un’ulteriore occasione mancata nella possibilità offertasi di fornire un’operazione di recupero della propria credibilità!
Tutto si va affermando come una naturale prosecuzione di quelle posizioni che vanno registrate come un’ulteriore dimostrazione della linea di continuità con la passata e le passate Amministrazioni di sinistra che , nella loro ideologica, immutata immobilità, tanto danno hanno arrecato alla nostra città, precludendo quelle opportunità e occasioni di sviluppo che , di volta in volta, venivano a crearsi econdannandoci all’immobilismo totale.
Si possono cambiare i nomi dei partiti, le sigle, le bandiere, ma certamente non le mentalità, purtroppo !!!!
E’ molto più facile raggiungere ed occupare posizioni di potere che poi… meritarle davvero !
Ma il popolo ha sempre avuto una grande memoria e all’occorrenza ha sempre saputo ricordarsene !!!
“MEMORE HOMO…..”
Caro Paolo,
già sai la mia posizione su questo argomento, dato che ne parlavamo anche prima della tornata elettorale, quando ti confidai che la prima cosa a cui mettere mano una volta eletto, per me sarebbe stato proprio il RU.
Approvo e condivido pienamente quello che hai scritto.
Voglio aggiungere però una diversa considerazione, in pubblico perché già tu la conosci.
Il controllo delle pratiche edilizie, a scapito della libera iniziativa del cittadino, così come invece previsto dal TU sull’Edilizia e dalla 1/2005, è un potente viatico per le clientele: “tu se vuoi fare qualcosa devi venire a chiederlo A ME”. Su questo si aprono scenari di concussione, di favoritismi e di arbitrarietà delle decisioni, oltre a danneggiare in maniera insostenibile privati ed imprese che vedono allungare in maniera spropositata i tempi di realizzazione degli interventi con conseguenti ricadute di tipo economico.
Un cordiale saluto.