SPIAGGE ABBANDONATE.
Apprendo con soddisfazione che, giunti ormai alla metà di maggio, il Comune, come da noi più volte caldeggiato a mezzo stampa, abbia deciso di predisporre un intervento di tamponamento contro l’erosione del nostro fronte mare.
L’apertura della stagione estiva ormai alle porte ha certo avuto il merito di richiamare l’attenzione dei nostri amministratori verso la tutela (seppur con una soluzione di entità assai limitata) di uno dei beni più preziosi di cui Cecina possa fregiarsi. Come al solito tempestività e programmazione non sono virtù che la Giunta Benedetti sembra possedere e, se nella fascia litoranea tirrenica i comuni interessati si preoccupano di prevenire l’erosione con procedure ad alta tecnologia appositamente studiate, a Cecina perdurano gli interventi d’emergenza.
Fanno invidia i geotubi di Capalbio, che vanno ad assicurare all’arenile comunale ben 140.000 mc di sabbia prelevata dal fondo marino. Cecina deve purtroppo accontentarsi di interventi di serie B, nonostante il recente riconoscimento della pulizia delle nostre acque sancito dal conferimento della Bandiera Blu. Non versano in condizioni migliori le nostre spiagge, come dimostrano i massi presenti nelle spiagge libere antistanti la caserma e il ristorante La Capannina, da noi a suo tempo già segnalati, che vanno ad ostacolare l’accesso al mare, costringendo i bagnanti a veri e propri “percorsi di guerra”. Visibile è, riguardo a questo, la differenza fra l’adeguata manutenzione delle spiagge private, già pronte ad accogliere turisti e visitatori, e l’assoluta incuria dei tratti gestiti dalla nostra Amministrazione.
Ribadiamo che non serve spendere molto denaro per costruire piazze o rimodernare arredi urbani se poi trascuriamo le nostre bellezze naturali, la cui tutela richiede interventi pianificati e lungimiranti. Le spiagge di Marina di Cecina a gestione comunale sono, ad oggi, gli esempi più lampanti della completa assenza del Comune a un mese dall’inizio della stagione turistica. E’ solo grazie all’operosità ed alla libera iniziativa degli operatori del settore turistico se Cecina può, dunque, mostrarsi ancora ai villeggianti come località balneare accogliente e decorosa.
Riccardo Rindi – Consigliere Comunale PdL
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Commenti
Se non c'è tutela non c'è valorizzazione.
A poco serve l’arredo urbano di una città di mare come Cecina se poi le spiagge sono distrutte dall’erosione. E’ ora che la Regione si impegni con un piano serio ed efficace per impedire che il mare si mangi le nostre spiagge: basta vedere come erano le spiagge di trent’anni fa e come sono adesso, di quanto si sono accorciate. E tutto ciò mentre a Rosignano si fa un porto favoloso….ma i compagni non erano tutti uguali?si vede che vale la regola di Orwell:<< tutti sono uguali,ma alcuni sono più eguali di altri>>.>