Risposta al Sig. Sandro Betti
In replica alle animate esternazioni di ieri del signor Betti mi trovo costretta a non poter accogliere l’invito a “non pronunciare più la parola scuola”, in primo luogo perché non accetto, da cittadina, da esponente di partito e da persona profondamente libera, intimazioni al silenzio, in secondo luogo perché sono un’insegnante liceale e il mondo della scuola rappresenta una parte fondamentale della mia vita.
Il mio intervento, a dispetto di quanto vi abbia letto (o creduto di leggere) il signor Betti, lungi dall’essere un panegirico alla riforma Gelmini, era un richiamo a che la nostra Giunta non trascurasse dall’adempiere a quei servizi di esclusiva pertinenza comunale, servizi dovuti ed assolutamente indipendenti dalle deliberazioni governative. In merito alla Riforma, come da noi più volte sostenuto, è più che legittimo avere opinioni diverse ed è per questo che, nel pieno rispetto per le posizioni altrui, non ho ritenuto opportuno toccare l’argomento. Si può essere d’accordo o meno, quindi, anche con la scelta di garantire agli studenti la libertà di opzione fra la scuola pubblica e quella privata, ma è oggettivamente errato limitare l’istruzione privata ai soli “diplomifici”, poiché in molte parti d’Italia, in testa il nord, essa è innegabile esempio di serietà e formazione di eccellenza. Resta fermo il fatto che l’orientamento dei provvedimenti ministeriali debba rivolgersi in primis ad assicurare la crescita e migliorare la qualità dell’istruzione pubblica. Generalizzare è spesso dare una lettura parziale della realtà. Per questo, nell’assoluta libertà di esprimere pienamente il proprio pensiero, che riconosco al signor Betti ed a qualsiasi altra persona, raccomando letture più attente degli interventi altrui e più fedeli alla realtà che ci circonda.
Maria Elena Frongillo
Responsabile PdL Cecina
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