Rispondiamo a Di Lascio: ecco perchè la riforma Gelmini salverà la scuola italiana
COMUNICATO STAMPA. GIOVANE ITALIA E ALTERNATIVA STUDENTESCA.
E’ singolare che il consigliere PD Di Lascio sostenga che “Alternativa studentesca”, e il movimento giovanile del PDL “Giovane Italia” non abbiano alcun tipo di radicamento con il territorio cecinese.
La prima, infatti, ha sostenuto liste e candidati che hanno ottenuto un successo senza precedenti alle recenti elezioni studentesche, riuscendo a far eleggere ragazzi nella Consulta Provinciale degli Studenti per diverse scuole cecinesi e per diversi Consigli di Istituto. Inoltre l’unico eletto per il collegio provinciale di Livorno per il Parlamento Regionale degli Studenti è un ragazzo di Alternativa Studentesca del Liceo Fermi. A.S. ha inoltre diversi Presidenti di “Circolo d’Istituto di AS” sul territorio. Il suo Responsabile Provinciale è stato eletto consigliere comunale con una notevole quantità di preferenze, dopo esser già stato Rappresentante di Istituto del Liceo Fermi.
Per quanto riguarda invece il PDL e, conseguentemente, il suo movimento giovanile, ha ottenuto un risultato storico alle scorse elezioni amministrative arrivando al ballottaggio e sfiorando il governo della città per poche centinaia di voti – anche qua, il coordinatore della Giovane Italia, è stato eletto al Consiglio Comunale- . Ci ricordiamo che l’ex sindaco Pacini, che forse ha un po’ più esperienza politica di Di Lascio, ebbe a dire di esser rimasto impressionato dal radicamento e dall’organizzazione che avevamo avuto. E stiamo parlando del 2009, non del 1831.
Per quanto riguarda il PD, invece, ci pare che stia avendo un’emorragia di consensi, e notiamo che anche il radicamento sul territorio cecinese è un po’ ridimensionato rispetto al passato. Detto questo non ci piace guardare nelle case altrui e sinceramente auspichiamo una società dove ci siano sempre più persone, anche di parere diverso dal nostro, che si impegnino in politica e dedichino parte del proprio tempo per il bene pubblico.
Per questo preferiamo confrontarci sui contenuti, anziché su certe “pseudo-questioni”.
Di Lascio afferma che “[…] la classe docente è precaria per troppo tempo […]”; proprio per questo problema, caratteristico degli ultimi trent’anni, e di cui il governo Berlusconi non è certo responsabile, il Ministro Gelmini istituì, con un Decreto Ministeriale del 30 luglio 2008, un “Gruppo di lavoro per la formazione del personale docente”, il quale ha a suo volta istituito il nuovo TFA (Tirocinio Formativo Attivo), per la formazione con accesso a numero chiuso e programmato all’insegnamento secondario superiore.
Questo significa che non succederà più che uno dei nostri giovani laureati intenzionato a insegnare nelle scuole superiori, spenda diversi anni per ottenere l’abilitazione mediante la vecchia SSIS (Scuola di Specializzazione all’Insegnamento Secondario), per poi finire in una colossale graduatoria che non gli consentirà un posto fisso per diversi anni, costringendolo al precariato.
Con la programmazione, ogni anno il Ministero dell’Istruzione, in collaborazione con gli Uffici Scolastici Regionali, valuta l’esigenza di personale a livello regionale, e in relazione a questa valutazione stabilisce il numero massimo di accesso ai corsi per l’abilitazione. Non si formeranno più, così, giovani insegnanti per poi dovergli dire “ci dispiace, ti mettiamo in graduatoria, per ora rimani precario”. Inoltre il TFA, a differenza della SSIS, ha una durata di un solo anno, con programmi incentrati su scienze dell’educazione, pedagogia speciale, pedagogia sperimentale, didattiche disciplinari con laboratori, e un notevole aumento delle ore di tirocinio, privilegiando così l’apprendimento “sul campo”. I giovani laureati saranno assistiti in questo anno di formazione per un posto fisso nella scuola pubblica da un “tutor”.
Col DDL del 01 agosto 2008, “Disposizioni in materia di istruzione, università e ricerca”, si stabilisce invece, all’articolo 7, il valore abilitante della laurea in Scienze della formazione primaria, la quale, per esser conseguita, necessita dell’attività di tirocinio.
Insomma, è chiaro che chi sceglie Scienze della Formazioni Primaria ha come prospettiva lavorativa quella dell’insegnamento, e per questo motivo essa sarà comprensiva di tirocinio e sarà abilitante; per l’insegnamento nella scuola secondaria superiore, invece, è necessaria la laurea magistrale, che apre ovviamente anche prospettive lavorative diverse dall’insegnamento. Per questo ogni anno si stabilirà la disponibilità prevista per il personale e si proporrà l’iter per l’abilitazione solo a chi sarà poi garantito il lavoro.
In questa maniera il Governo Berlusconi risolverà il problema del precariato degli insegnanti.
Per quanto riguarda il taglio del “[…] posto di lavoro a molti precari […]”, ricordiamo a Di Lascio che tutti gli insegnanti ed il personale non docente che l’anno precedente avevano avuto un incarico avranno la precedenza assoluta nelle supplenze. Per effetto di un accordo con INPS, negli intervalli tra una supplenza e l’altra, riceveranno l’indennità di disoccupazione: quindi una retribuzione sarà assicurata in modo continuativo a tutti i precari (Decreto 134 del 25 settembre 2009, detto “salva-precari” del Ministro Gelmini, condiviso da Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda e Anp).
In relazione ai tagli sulla didattica, vorremo precisare che sono stati diminuiti alcuni fondi e tagliati gli sprechi, ma per essere reinvestiti sul funzionamento della scuola, come testimoniano, per esempio, i 500 milioni di euro che saranno destinati alle università con la migliore produzione scientifica, organizzazione e qualità didattica.
Per quanto riguarda la riduzione dei progetti scolastici per disabili, ci risulta che sia stata data la possibilità alle Regioni di integrare i servizi di supporto agli studenti disabili dando lavoro ai precari non occupati nelle supplenze, come la Regione Puglia ha da poco iniziato a fare. Purtroppo non tutte le regioni hanno firmato, perché evidentemente anziché preoccuparsi della salvaguardia del lavoro, si è puntato a che la protesta non si plachi. Il consigliere di maggioranza fa poi riferimento ad una “[…]classe docente […] sottopagata rispetto ai docenti europei […]”; in realtà con il DDL approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 ottobre 2009, verrà istituita un’anagrafe nazionale che indicherà per ogni docente universitario ordinario, associato e ricercatore l’elenco delle pubblicazioni scientifiche. A partire da queste e da altri parametri saranno bilanciati degli scatti di stipendio biennali, con lo scopo di aumentare lo stipendio dei professori meritevoli. Lo stipendio dei ricercatori passa invece da 1300 a 2100 €, e l’età minima di assunzione da 35 a 30 anni.
Il consigliere Di Lascio afferma poi che i docenti “[…] rischiano la propria vita quotidianamente […]”; nonostante l’affermazione ci paia piuttosto iperbolica, dobbiamo ricordare ai cittadini come Cecina abbia pagato un prezzo veramente alto, subendo l’evacuazione di vari edifici scolastici. In questo caso la competenza è degli enti locali, che governano il territorio da 60 anni e di cui Di Lascio è un esponente, seppure di recente “acquisto”, e certamente non del ministro Gelmini.
Lorenzo Gasperini
resp. prov. Alterantiva Studentesca, consigliere comunale PDL Cecina
lorenzo.gasperini@hotmail.com
Dario Marzini
coord. prov. Giovane Italia Livorno, consigliere comunale PDL Cecina
dariomarzini@hotmail.com

