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QUANDO MANCANO LE IDEE.

Mancanza di iniziativa, una buona dose di imperizia ed una completa assenza di programmazione. Queste le caratteristiche evidenziate nell’operato della Giunta cecinese un anno dopo la vittoria riportata in sede elettorale, tanto da smentire coloro che avevano pensato al PD locale ed ai suoi alleati come una forza di governo credibile e capace di attuare un  programma reputato vicino ai bisogni dei cittadini.

Prima radice del sostanziale immobilismo, a più riprese rilevato da noi dell’opposizione, la totale assenza di iniziativa di chi ci amministra che si declina in una nutrita serie di manifestazioni ormai evidenti ai più.
Prova di quanto detto è l’incessante  lamentela di scarse risorse da parte dei nostri amministratori, continua giustificazione della propria inerzia, ma mai supportata dalla volontà di percorrere strade alternative: dalla riduzione degli sprechi, alla valorizzazione delle risorse lavorative interne e delle potenzialità cittadine, alla costituzione di rapporti istituzionali forti e proficui, alla creazione di sinergie con i privati per la realizzazione delle opere.
Costretta in una situazione stagnante su cui certo pesano anni di cattiva amministrazione, Cecina manca oggi dei presupposti fondamentali (non solo risorse economiche, ma anche capacità ed idee) per la costituzione di circoli virtuosi, i soli in grado di creare sviluppo e ridurre gli sprechi di denaro pubblico. Non è virtuoso, ad esempio, come riportato nell’ultimo bilancio, spendere 139.000 euro per la cultura ed incassarne soltanto 4.300, nella stessa misura in cui non si dovrebbero svendere immobili di proprietà comunale, salvo poi esser costretti, a causa della mancanza di una preventiva organizzazione, ad accollarsi i costi (quasi 250.000 euro, e non è poco!) per lo spostamento dei beni archeologici (tomba etrusca) ivi presenti. Virtuoso sarebbe invece investire in opere capaci di resistere al tempo ed attuare con rapidità gli interventi di manutenzione necessaria, onde evitare danni e spese ancor maggiori. Il dissesto del centro cittadino (costruito nel 1997 e già bisognoso di completo rifacimento) e le frane al Porticciolo non sono che i saggi più evidenti di quanto la mancanza di attenzione di chi ci amministra sia fonte di imperdonabili sprechi e dell’impossibilità che gli sforzi dei nostri operatori nel commercio e nel turismo siano coniugati con la presenza di un contesto decoroso ove attrarre sempre più ospiti. Virtuoso sarebbe, poi, investire nell’educazione alla legalità a cominciare dalla scuola primaria, come previsto dalla mozione promossa da noi dell’opposizione e condivisa in seconda battuta anche dalla maggioranza, per creare i presupposti di una base valoriale chiara improntata al rispetto del sé, delle cose e degli altri che possa ripercuotersi positivamente sulla qualità della vita di un’intera città. Virtuoso sarebbe, infine, puntare fattivamente (cioè ponendosi obiettivi concreti e scadenze improrogabili) sullo sviluppo cittadino, capace di generare ricchezza e di garantire il benessere degli abitanti.
E’ giunto il momento di passare dalle enunciazioni ai fatti. Non possiamo  permetterci nuovi anni di immobilismo, salvo poi, come di consueto, veder seminare le aiuole o realizzare qualche rotatoria stradale a pochi mesi dalla prossima tornata elettorale. Lo sviluppo di Cecina dovrebbe partire da una chiara progettualità e dalla consequenziale creazione dei presupposti di attuazione, non solo da interventi troppo a lungo attesi e dettati dall’urgenza. A un anno di distanza, la Giunta Benedetti è in colpevole ritardo su entrambi i fronti.

Paolo Barabino
       
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