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Le colpe di pochi.

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Quanto è giusto che i molti paghino le colpe di pochi ?
Non è la prima volta, e purtroppo non sarà l’ultima, che l’Amministrazione Comunale è chiamata, (o sarà chiamata), a pagare risarcimenti milionari in euro, a singoli cittadini, ai quali sono stati lesi diritti o hanno subito danni in conseguenza dei comportamenti di amministratori o di funzionari e dipendenti del Comune.

Come tutti i cittadini hanno potuto constatare, ingenti risorse finanziarie potevano essere destinate ad opere pubbliche o a iniziative sociali o investimenti, e invece sono distratte per pagare spese di causa e risarcimenti, per evidenti errori compiuti da precedenti amministrazioni tutte dello stesso orientamento della attuale maggioranza consiliare.
E a pagare gli errori di quelli amministratori sono sempre i cittadini, che direttamente contribuiscono a concorrere al bilancio comunale con il versamento delle tasse locali e nazionali, senza che sia possibile veder colpiti i veri e diretti responsabili che hanno materialmente compiuto quelle azioni o omissioni, fondamento delle pretese risarcitorie.
In buona sostanza, gli amministratori sbagliano, compiono avventatamente atti amministrativi senza tener di conto dei diritti dei singoli cittadini, tanto non ne rispondono mai personalmente, perché tutta la collettività è chiamata a pagare peri i loro errori.

E anche in questo caso, come in altri eclatanti già evidenziati nel passato (caso Frontera su tutti, per il quale la Corte dei Conti ha aperto una inchiesta), non si vanno a ricercare le responsabilità dei singoli amministratori o dipendenti, che con il loro comportamento fanno pagare a tutti, le colpe di pochi.

Occorre porre fine a questo sistema, e soprattutto occorre responsabilizzare gli attuali pubblici amministratori perché siano intraprese iniziative nei confronti di quelle persone che hanno causato pregiudizio a tutta la cittadinanza.
Anche in questo senso, occorre riportare il cittadino al centro della politica locale.

Francesco Villani

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