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UN IMPERDONABILE IMMOBILISMO: il caso del ripascimento della costa.

Lo stato del litorale cecinese si mostra in condizioni drammatiche anche in questa estate 2010, ennesima prova di quanto lassismo e cattiva gestione caratterizzino le Amministrazioni di sinistra a livello sia comunale che provinciale.

Lasciando perdere le promesse degli anni passati ed anche a voler ripercorrere solamente le fasi più recenti dell’iter dei progettati interventi di ripascimento (a cominciare dalla Conferenza dei Servizi del 13 novembre 2009, in cui si indicò il dicembre 2009 come termine ultimo per l’approvazione dei progetti definitivi per il primo stralcio dei lavori alle Gorette e alla spiaggia di Cecina, fino all’effettiva approvazione degli stessi del marzo 2010), l’approccio del laissez faire contraddistingue ancora chi ci amministra.
I progetti di ripascimento, al di là dell’urgenza che oggi li rende non ulteriormente rinviabili, sono esempio per i cittadini della cronica incapacità di produrre risultati ormai tipica delle nostre amministrazioni.
Primo: le risorse per il progetto sono già da tempo disponibili (mi riferisco ai 7 milioni di euro già da anni stanziati), prova evidente di quanto l’immobilismo delle gestioni locali non dipenda dai millantati vincoli governativi legati ora ai tagli del Governo centrale, ora al Patto di Stabilità, quanto piuttosto da un’atavica abitudine a “far poco” e “fare con comodo”.
Secondo: a chi si desse pena di rileggerle, le dichiarazioni del Presidente della Provincia Kutufà sono un coacervo di goffi tentativi di giustificazione, volto a scaricare la responsabilità dei ritardi sulla Regione, salvo poi essere smentito dai tecnici della propria stessa Amministrazione; atteggiamento, quello della deresponsabilizzazione, quanto mai tipico della sinistra locale, ma decisamente inappropriato per chi si sia assunto l’impegno di governare con coscienza il proprio territorio.
Terzo: l’imbarazzante indecisione palesata di fronte alla concomitanza delle opere di ripascimento con l’inizio dei lavori del porto, saggio inequivocabile di una pericolosa assenza di programmazione e dell’incapacità di distinguere livelli di priorità per gli interventi sul territorio.
Quarto: le lungaggini legate ai tempi di gestazione dei progetti fanno sì che questi, una volta giunti a realizzazione, possano risultare già antiquati, in un settore in continua espansione che ha visto, ad esempio, il Comune di Capalbio realizzare un sistema di geotubi in tempi brevissimi e con investimenti decisamente contenuti.
Quanto detto basta a dimostrare le colpevoli mancanze di chi non perde occasione per sbandierare progetti e parole ad effetto. La costa cecinese e chi qui vive e lavora da sempre non possono tollerare ulteriormente i tempi biblici dei nostri Amministratori: servono interventi urgenti ed accurati, sia per bloccare il processo di erosione che impoverisce le nostre spiagge e il nostro turismo, che per sanare gli effetti del lassismo degli amministratori locali di ieri e di oggi. 

Paolo Barabino
Capogruppo PdL - Lista Civica “La Città per la Città”  
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