Il punto di vista di Paolo Barabino
Incontriamo Paolo Barabino, Capogruppo in Consiglio Comunale dello schieramento PdL-Città per la Città, per conoscere le attività ed i progetti di una compagine in gran parte nuova alla politica, ma fin dal suo insediamento particolarmente attiva dell’organismo consiliare della nostra città.
Quali sono – cominciamo col chiedere all’avvocato Barabino – le attività che il vostro gruppo consiliare giudica prioritarie e sulle quali finora si è maggiormente concentrato?
Partendo dal presupposto –talvolta tutt’altro che scontato- che il motore di ogni nostra iniziativa è il desiderio di fare il bene di Cecina e dei cecinesi, abbiamo in più di una occasione dimostrato particolare risolutezza nel denunciare i saggi di incompetenza delle Giunte locali che vanno ad abbattersi sulle tasche dei cittadini. A cominciare dal caso ASA, per passare, poi, alla nostra azione contro l’applicazione dell’i.v.a. sulla TIA, come previsto dalla sentenza 238/2009 della Corte Costituzionale, agli interventi sul degrado urbano e alla denuncia delle pessime condizioni dello storico Maneggio di Marina di Cecina, esempi, questi ultimi, di patrimoni non valorizzati con spese oculate, ma abbandonati a se stessi e destinati alla rovina.
Recenti frutti della stessa inefficienza sono, inoltre, la voragine apertasi nell’area del Porticciolo, per la quale un tempestivo interessamento da parte degli Uffici competenti (la prima segnalazione del danno è del 2 giugno scorso) avrebbe certo evitato il disastro cui tutti noi oggi assistiamo ed il ripascimento dei lotti 1 e 2 del Tombolo sud della Pineta, opera per la quale l’amministrazione comunale si è limitata a delegare a ditte appaltatrici gli interventi necessari, senza premurarsi di verificare i risultati a lavoro concluso.
Il caso ASA ha catalizzato l’interesse dei cittadini e della stampa nei giorni scorsi, può ricordare le vostre posizioni sull’argomento?
La nostra indignazione si è rivolta a quei Sindaci che, in sede di assemblea dei Comuni dell’Ato 5, non hanno saputo prendere posizione in materia, atteggiamento assolutamente ingiustificabile sia perché lascia nelle mani di altri le sorti dei cittadini che i Comuni dovrebbero impegnarsi a tutelare, sia perché, e soprattutto, i Comuni di zona dispongono complessivamente del 60% delle quote societarie dell’ASA s.p.a. E’ questo, a mio parere, dato di lettura significativo della problematica situazione in cui versano le nostre città e comprova di un utilizzo distorto di una s.p.a. che, anziché eccellere in virtuosismi nella gestione di un bene tanto importante e di primaria necessità come l’acqua, è divenuta, di fatto, un carrozzone ed un paravento per la sistemazione di soggetti vicini. Non è superfluo ricordare che i componenti dell’Ato 5 –gli stessi Sindaci- non hanno mai informato la cittadinanza circa il rispetto da parte di ASA del Piano delle manutenzioni e degli investimenti, a cui tale Società è vincolata dalla convenzione, né hanno mai posto in essere un controllo efficace sull’attività della stessa ASA. D’altra parte, quando fra chi controlla e chi è controllato il confine è labile, è comprensibilmente difficile mettere in atto azioni serie e per questo efficaci.
La sua esperienza di avvocato amministrativista l’ha più volte portata a pronunciarsi in favore di una radicale semplificazione dei procedimenti amministrativi. Quali sono le sue proposte per il Comune di Cecina? Quali correttivi propone alle procedure in atto? Può farci alcuni esempi?
Il nostro pensiero va nel senso di una effettiva sburocratizzazione, da ottenere incidendo su due fattori di fondo: la riduzione del caotico complesso normativo, la semplificazione dei procedimenti amministrativi, magari, una volta fornite agli operatori linee guida certe, incrementando sempre più i controlli “successivi” a fronte di quelli “preventivi”, sì da consentire una effettiva operatività e decongestionamento dell’attività degli Uffici. Personalmente, ho già iniziato a proporre nelle Commissioni consiliari di cui sono membro forme di semplificazione dei procedimenti amministrativi comunali, ad esempio, in termini di controlli successivi, di creazioni di sportelli unici polifunzionali, di convocazione di mini conferenze dei servizi, di partecipazione di rappresentanti dei cittadini ai procedimenti di rispettivo interesse. Diverso, ad oggi, l’atteggiamento della nostra Giunta, come dimostra l’approvazione della variante alle Norme tecniche di attuazione del Regolamento Urbanistico, del Consiglio comunale del 16 novembre u.s., ove, da una parte, è quasi raddoppiato –senza necessità- il contenuto dello stesso Regolamento Urbanistico, dall’altra si è richiesto il “passaggio dagli uffici comunali” anche di pratiche edilizie per le quali tale passaggio non è necessario. Si pensi, ad esempio, che in tema di edilizia minore è stata introdotta la necessità di dotarsi di un “preventivo atto di assenso”, quindi del passaggio attraverso il vaglio comunale, per molti interventi sinora realizzabili con una semplice denunzia di inizio dell’attività (d.i.a.), senza specificare criteri e parametri sulla base dei quali detti atti di assenso saranno rilasciati e sebbene la Legge Regionale n. 1/2005 preveda tale possibilità esclusivamente per gli interventi su edifici di “rilevanza ambientale, storica e culturale”. Regole strettissime sono state imposte anche per l’estetica degli edifici, sia in area urbana, che rurale. Tale operato, del tutto difforme dal nostro pensiero, aggrava sia le modalità per ottenere un titolo edilizio, che il lavoro dei già oberati Uffici comunali, e denota una grande disistima dei nostri amministratori nei confronti di cittadini e tecnici, considerati tanto incapaci da necessitare in ogni caso di imposizioni provenienti dall’alto.
Alla luce della sua analisi dell’attività della Giunta Benedetti, a quale progetto suggerirebbe di metter mano nel prossimo futuro?
Sono molti i progetti che servirebbero a migliorare la situazione della nostra città e senza dubbio, fra questi, ritengo urgente privilegiare l’eliminazione delle sacche di degrado e la tempestiva risoluzione del problema Porticciolo. Passerei, poi, alla realizzazione di alcuni degli interventi da noi caldeggiati in campagna elettorale, a cominciare, come già esternato in Consiglio Comunale, dalla cessione a cooperative di giovani dei terreni per la creazione delle loro future residenze, giacchè ritengo che compito di un’amministrazione equa sia quello di garantire le condizioni necessarie per la crescita di tutti, non per l’arricchimento di pochi.
Il mio desiderio è che tutti i cecinesi possano godere delle stesse opportunità di realizzazione, laddove finora, purtroppo, la politica locale sembra aver privilegiato soltanto la realizzazione di alcuni.

