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UN COMUNE VIRTUOSO A CRESCITA ZERO.

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Da mesi, ormai, la Giunta cecinese continua a propinare a mezzo stampa il leit motiv del comune virtuoso flagellato dalla politica del Governo per celare vecchie e nuove magagne, e tentare di giustificare gli errori che hanno determinato il congelamento delle risorse economiche in virtù di quanto disposto dal Patto di Stabilità europeo. Se essere “virtuosi” significa fare affari da bottega e non conoscere la normativa in modo da aggirarne punti critici e rigidità, non v’è dubbio: il Comune di Cecina lo è senz‘altro. Ma essere Comuni virtuosi si traduce oggi nel saper gestire le risorse in bilancio in modo da consentire spazi di manovra sufficientemente ampi per coprire le necessità del territorio e tale non è il caso dell’Amministrazione cecinese. Un esempio su tutti: in riferimento all’assegnazione dei fondi straordinari della Regione prevista dalla L.46/2010 della quale hanno beneficiato moltissimi comuni toscani e rispetto alla quale noi dell’opposizione abbiamo chiesto giusta ragione all‘assessorato competente, il Sindaco Stefano Benedetti ha recentemente motivato a mezzo stampa la mancata erogazione dei fondi con la scelta di impiegare risorse per il sociale, scelta che, a quanto sembra, ha determinato uno sforamento di 200mila euro che ha precluso alla nostra cittadina l’accesso al finanziamento regionale. La risoluzione, di per sé pretestuosa ed arbitraria, manifesta una scarsa lungimiranza e contravviene a qualsiasi logica gestionale, poiché penalizza Cecina sotto il profilo economico in un momento di particolare ristrettezza quale è quello che i nostri amministratori hanno a più riprese lamentato. Molti sono stati i Comuni che hanno beneficiato dei fondi regionali; in testa Prato e Carrara, con 13 milioni di euro, ma anche, solo per citare il più prossimo, Rosignano, con 3,2 milioni. Tale il sostegno garantito dalla Regione alle Amministrazioni “più virtuose (sono parole del Governatore Rossi) e con maggior capacità di indebitamento“. Il giudizio di Rossi esclude il Comune cecinese dal novero delle amministrazioni più lungimiranti e capaci della Regione, e non potrebbe essere altrimenti, vista l’impossibilità della nostra Giunta di attuare nel tempo un’efficace programmazione delle spese. L’evidenza dei fatti prova che Cecina è mal gestita, preda di sprechi vergognosi (si vedano le continue esigenze di manutenzione di edifici pubblici, strade e marciapiedi colabrodo) ed avvezza soltanto a sbandierare in modo generico le spese a vantaggio del sociale in difesa del proprio deludente operato. E’ troppo semplice e comodo nascondere la propria incapacità dietro un Governo che, costretto ad operare in un clima di crisi internazionale, ha chiesto oculatezza alle Pubbliche Amministrazioni. Meglio sarebbe trovare il coraggio per riconoscere i propri limiti e gli errori commessi, dando prova di trasparenza ed onestà intellettuale. 
Valentina Cecconi - Vice Presidente del Consiglio Comunale
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