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CECINA, UN ANNO DOPO.

Bilancio sull’operato della Giunta Benedetti a un anno dall’insediamento. Il punto di Paolo Barabino e Francesco Musotto.  TEMPI BIBLICI E INUTILI SPRECHI.
Trascorso ormai un anno dall’insediamento della Giunta Benedetti alla guida del Comune di Cecina, continuiamo a notare evidenti difficoltà nella gestione delle risorse e tangibili incongruenze nell’attuazione concreta di quanto promesso in campagna elettorale.
La nostra Amministrazione, che certo eredita gli effetti dell’inerzia di quelle che l’hanno preceduta, già oggi fatica ad ingranare su molti fronti, instillando nei cecinesi il timore di altri 4 anni all’insegna dell’immobilismo. Non v’è altro modo per definire i cronici ritardi di provvedimenti urgenti, la presentazione di mozioni che sono imbarazzante riproduzione di quelle elaborate dall’opposizione e la superficialità con cui sono state trattate questioni importanti per tutti.
Tale la logica cui già ci avevano abituati le passate Giunte della sinistra locale, fautrici di politiche incapaci di produrre sviluppo e colpevoli, fra l’altro, di aver gettato al vento centinaia di migliaia di euro a causa di espropri gestiti con inaccettabile leggerezza.
Solo per esemplificare, non è superfluo ricordare quanto i 500.000 euro relativi all’esproprio del terreno in via Landi o i 240.000 dell’area del cimitero pesino oggi sull’entità delle risorse del Comune cittadino, che ormai ci ha abituati a goffi tentativi di depistaggio criticando la politica nazionale per spostare l’attenzione dalle proprie responsabilità e da quelle dei propri predecessori.
La mancanza di un atteggiamento critico e propositivo, e il perdurare di modalità di governo della città in tutto simili a quelle passate sono cause di una situazione di stallo senza precedenti, con i risultati sotto gli occhi di tutti, proprio perché agli errori pregressi va ad aggiungersi l’imperizia del presente, vero ostacolo alla risoluzione dei problemi esistenti in un clima economico e sociale profondamente mutato. Fra gli interventi più urgenti da attuarsi entro il primo anno di governo, Stefano Benedetti aveva prospettato in campagna elettorale la cosiddetta “trasformazione del fronte mare”, comprendente, oltre alla prosecuzione dei lavori di riqualificazione già iniziati dall’allora sindaco Pacini sul viale della Vittoria, l’avviamento dei lavori per la realizzazione del porto turistico e delle opere di ripascimento anti-erosione.
Non è un mistero che alla prosecuzione dei lavori del Viale della Vittoria non abbia fatto seguito alcunché di quanto a suo tempo assicurato. Così, troppo poco è stato fatto in ordine alle politiche sociali, perno forse solo in teoria degli orientamenti del centro-sinistra, visto che l’Assessore competente ha lamentato la penuria degli alloggi popolari prima ancora di aver verificato le proprie effettive disponibilità, come da noi recentemente evidenziato in ordine alla lottizzazione del Palazzo Fiorito. Sulla stessa linea, la scuola di via Vico, che, contrariamente a quanto previsto, non potrà essere inaugurata a settembre, il lassismo dimostrato dai nostri amministratori verso la cura e la manutenzione dell’area urbana, indispensabili per il rilancio dell’economia cecinese sia commerciale che turistica, ed il ritardo dei provvedimenti per la tutela dell’ordine pubblico e la sicurezza: annunciati come imminenti fin dall’ottobre 2009, i Regolamenti di Polizia Municipale e Polizia Urbana, procrastinati a data da definirsi, restano ancora, come ogni altra iniziativa del nostro Comune, allo stato di bozze.
Il tempo che le promesse lascino il posto ai fatti non può essere rinviato oltre.

Francesco Musotto
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