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ASA: chi paga il disservizio?

Nessun voto finora

Di fronte al rincaro del 3-4% delle bollette per la fornitura idrica annunciato per i Comuni della provincia di Livorno a partire dal gennaio 2010, in qualità di esponente dell’opposizione ma soprattutto di cittadino, non posso non manifestare una profonda indignazione. Indignazione che si rivolge in primo luogo a quei sindaci, non ultimo il nostro Stefano Benedetti, che, in occasione dell’ultima assemblea dei Comuni dell’Ato 5, non hanno saputo prendere posizione in materia perché, a loro dire, “non a conoscenza della questione”. E’ questo, a mio parere, dato di lettura significativo della problematica situazione in cui versano le nostre città e causa prima di molti dei problemi di cui soffrono. Se il comune cittadino può permettersi il lusso della disinformazione su argomenti che non tocchino i suoi ambiti professionali o non suscitino il suo interesse, la mancanza di preparazione è del tutto intollerabile per chi si assuma l’onere di amministrare un’intera realtà urbana. Detto questo, vale la pena sottolineare che il rincaro si abbatterà sugli onesti e sui virtuosi, ovvero su coloro che pagano con regolarità le bollette e su quanti, nel rispetto dell’ambiente e delle sue risorse, si adoperano per evitare un eccessivo consumo d’acqua. A noi il compito di risarcire l’Asa del calo dei consumi e degli introiti dell’ultimo triennio. Poco importa se, insieme a questo, ci dovremo far carico anche dei disservizi, dei disagi di interi quartieri (nel caso di Cecina, Cecina Mare o la zona 167 che nei periodi estivi vedono spesso interrotta la fornitura), di inattese piombature dei contatori e delle numerose perdite dell’acquedotto locale, spreco vergognoso cui nessuno sembra avere interesse a provvedere. Si consideri, inoltre, che i componenti dell’Ato 5 non hanno mai informato la cittadinanza circa il rispetto da parte di Asa del Piano delle manutenzioni e degli investimenti, a cui tale Società è vincolata dalla convenzione. Di contro, ad avallare la spalmatura dei 6 milioni e 250 mila euro di credito dell’Asa sulle bollette dei cittadini gli stessi membri dell’Ato 5, quelli “informati”, stavolta, in testa il presidente, Paolo Pacini, che non ha perso occasione per sostenere a mezzo stampa la legittimità dell’intervento, riconducendola ai termini di legge e al rispetto scrupoloso dei dati presentati dall’Asa. Al presidente Pacini sento di replicare che l’azione di un organo di controllo, a maggior ragione quando viene in gioco il denaro dei cittadini, dovrebbe essere ben più articolata e focalizzarsi su interventi sistematici, nonché sulla pretesa di relazioni dettagliate e complete, e sulla verifica puntuale dell’osservanza delle obbligazioni assunte dalla Società controllata. La mancata redazione del “Piano di ricerca e riduzione delle perdite”, aggiornata a fine anno con provvedimento dell’Ato, è ennesima prova delle mancanze dell’Azienda e palese esempio dell’inefficienza di chi su di essa è preposto a vigilare. D’altra parte, quando fra chi controlla e chi è controllato il confine è labile, è comprensibilmente difficile mettere in atto azioni serie e per questo efficaci. Come capogruppo dei consiglieri dell’opposizione mi impegnerò, nelle forme e nelle modalità concessemi dalla legge, a contrastare fattivamente la cattiva gestione dei servizi Asa, nella ferma convinzione che quanto registriamo oggi è il risultato di rapporti lassisti e poco produttivi, oltre che di un’imperdonabile distanza dai bisogni dei cittadini. Da ultimo, ma non per importanza, dato che il prossimo anno andrà a scadere la convenzione fra Ato 5 ed Asa, mi adopererò in particolare affinchè il nuovo gestore sia individuato attraverso una procedura di evidenza pubblica, alla luce di un bando di gara che possa garantire servizi migliori e bollette più eque.

Paolo Barabino – Capogruppo PdL-Città per la Città

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