-A A +A

Ambiente a destra

Il tuo voto: Nessuno Media: 4.5 (2 voti)

In passato era opinione diffusa che la tutela dell’ambiente fosse premura esclusiva di soggetti ed organismi collocati a sinistra. Tale opinione non soltanto era, come i fatti hanno dimostrato, quanto mai lontana dal vero, ma celava sotto silenzio l’operato dei Ministeri del centro-destra, primo fra tutti quello targato Matteoli, che negli anni 2001-2005 ha registrato, fra l’altro, un incremento del numero delle aree protette di ben 103 unità, un concreto rafforzamento delle disposizioni sulla sicurezza negli stabilimenti a rischio con la L.283/05 e un significativo incentivo di raccolta differenziata e termovalorizzazione.

Tangibili le ricadute anche sul nostro territorio delle direttive Matteoli, come dimostra l’Accordo di Programma per l’applicazione della Direttiva Comunitaria 2000/60/CE nel bacino del fiume Cecina. Diverso sembra, ad oggi, l’orientamento delle locali Giunte di sinistra, tanto illuminate in teoria, quanto poco lungimiranti nei fatti. A cominciare dal divieto, contemplato nella variante alle NTA del Regolamento Urbanistico del Comune di Cecina, di realizzazione di impianti fotovoltaici nelle aree rurali, ennesima prova della scarsa propensione dei nostri Amministratori alla ricerca di soluzioni produttive ed utili per tutti, per arrivare poi alla pulizia di strade e zone verdi. Giova, inoltre, ricordare il recente abbattimento della quercia secolare posta nel sito deputato ad accogliere la pista di elisoccorso dell’Ospedale cittadino, in ottemperanza di quanto stabilito da Asl 6 e Comuni della Bassa Val di Cecina riuniti nella Società della salute.

Il caso merita alcune considerazioni di fondo, perché, se è pur vero che il servizio porterà con sé innegabili benefici per la cittadinanza, oltre ad un potenziamento sostanziale dell’assetto ospedaliero, le tappe del procedimento amministrativo per la realizzazione della pista di atterraggio ed i risultati che ne sono scaturiti (l’abbattimento della quercia, appunto) hanno spinto noi dell’opposizione a pensare che forse la situazione avrebbe potuto essere gestita in modo migliore. Posto che il permesso di costruire rilasciato dal Comune di Cecina per la realizzazione dell’eliporto contemplava la prescrizione dell’espianto e successivo trapianto della quercia, la perizia di un agronomo, risultata tuttavia di data anteriore al rilascio del permesso, ma depositata soltanto a realizzazione dell’opera avvenuta, ha rivelato l’impossibilità di mettere in atto con successo il concordato trapianto in virtù dell’età dell’albero.
Se già risulta bizzarro il deposito da parte dei responsabili dell’ASL 6 di una perizia agronomica, di data antecedente al rilascio del permesso di costruire e che già disquisiva in ordine all’impossibilità dell’espianto di una quercia secolare, dopo il rilascio dello stesso permesso di costruire (ma se già si sapeva della impossibilità di successo del reimpianto della quercia, perché farsi rilasciare dal Comune di Cecina una concessione contemplante detta prescrizione?), ferma restando l’estrema importanza e la irrinunciabilità ad un opera quale l’eliporto a servizio di un ospedale, viene da chiedersi se quello prescelto fosse in realtà l’unico sito nella, peraltro amplissima, zona adiacente l’ospedale in grado di ospitare una pista di atterraggio o se magari con un’altra collocazione avrebbe potuto evitare lo scempio del taglio di un albero secolare.
In tutta questa vicenda, come sempre, il Comune di Cecina è rimasto a guardare, forse sentendosi completamente sollevato da qualsiasi responsabilità, compreso il controllo, per aver delegato ad altri la scelta dell’ubicazione dell’opera.
E’ in virtù di simili comportamenti che noi, consiglieri dell’opposizione, rivendichiamo per il futuro una maggiore attenzione alle risorse del territorio da parte di chi ci amministra e ci dichiariamo pronti a vigilare affinché questo avvenga.

Lucia Castellacci – Consigliere PdL - Cecina

Share/Save